
Piano Nazionale per la Famiglia 2025-2027
Il Piano Nazionale per la Famiglia 2025-2027 (PNF 2025-2027), adottato il 27 marzo 2025 e curato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, segna una svolta metodologica e strategica cruciale per il sostegno alle famiglie in Italia.
Nella prefazione, la Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, sottolinea come l’obiettivo primario di questo nuovo documento sia stato quello di evitare sia l’approccio assistenzialista sia il depauperamento delle funzioni familiari. Il PNF 2025-2027 è stato preceduto da una rigorosa e trasparente azione di monitoraggio e valutazione del piano precedente, che ha evidenziato come 35 delle 56 azioni del Piano 2022 fossero già definite da altri strumenti normativi o programmatori, e ben 31 assorbite dal PNRR.
Il Nuovo Metodo: Sussidiarietà e Corresponsabilità
La parola chiave che riassume il nuovo Piano è “sussidiarietà”. Questo principio non solo ha guidato l’intera stesura del documento, ma è concepito come una bussola per assicurare che le decisioni e le risorse siano gestite il più vicino possibile ai destinatari finali.
La sussidiarietà si articola su due livelli, che, se intrecciati, producono la cosiddetta “sussidiarietà circolare”:
- Sussidiarietà Verticale: Promuove il decentramento decisionale tra governo centrale, regioni e comuni.
- Sussidiarietà Orizzontale: Incoraggia la collaborazione tra pubblico, privato, terzo settore e le famiglie stesse.
Questo approccio valorizza il ruolo della famiglia come soggetto attivo nella co-progettazione degli interventi. L’attuazione del Piano è vista come una “call to action” che coinvolge attori a tutti i livelli: istituzioni nazionali, enti territoriali, comunità locali, mondo del lavoro e terzo settore. Il Piano è fortemente caratterizzato anche dal pragmatismo e richiede un principio di forte corresponsabilità per la sua attuazione.
Il Modello Hub and Spoke: I Centri per la Famiglia (CPF)
Per garantire un’organizzazione coerente e integrata degli interventi sul territorio, il Piano introduce un nuovo modello organizzativo: l’“hub and spoke” (mozzo e raggio).
Il fulcro centrale (hub) di questa “ruota” è rappresentato dal Centro per la famiglia (CPF). L’obiettivo non è sostituirsi alle famiglie, ma supportarle nell’esercizio del loro ruolo educativo e di cura. Il PNF 2025-2027 intende ridefinire l’assetto e la funzione del CPF, rafforzandolo come punto di riferimento essenziale per le famiglie. La configurazione del CPF come hub di innovazione sociale e coordinamento territoriale è considerata la “scheda madre” da cui si generano e articolano tutte le altre azioni.
La finalità è quella di superare la frammentazione dei servizi, promuovendo la collaborazione interistituzionale e multi-attore. Attraverso l’Azione 5, si mira a far passare il CPF da una logica assistenziale a una focalizzata sulla promozione del benessere familiare.
Le Macroaree di Intervento e le Azioni Chiave
Il Piano articola le sue proposte in 14 schede-azione, suddivise in quattro macroaree: welfare aziendale integrato, enti locali, terzo settore e azioni di sistema (trasversali).
1. Potenziamento del Welfare Aziendale Amico della Famiglia
Le azioni in quest’area mirano a sostenere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e a favorire la natalità.
- Azione 3 – Un processo integrato per il potenziamento del welfare aziendale amico della famiglia: Si concentra sulla definizione di criteri specifici per identificare le organizzazioni (enti pubblici e imprese private) “amiche della famiglia”. L’obiettivo è creare un elenco nazionale di queste organizzazioni e un repository delle esperienze positive per promuoverne la trasferibilità. Questa azione mira a superare una mera logica assistenziale in favore di investimenti.
- Azione 2 – Uno strumento innovativo di welfare aziendale a supporto della natalità e della cura nella famiglia: Prevede la progettazione di uno strumento innovativo di finanziamento (ad esempio, un Avviso) volto a supportare le lavoratrici e i lavoratori, con particolare riferimento alla fase di rientro dal congedo di maternità e/o parentale.
2. Sostegno alla Natalità e alla Genitorialità
Un focus centrale del Piano è il sostegno alla natalità.
- Azione 9 – Figure di sostegno alla maternità, paternità e genitorialità nei primi mille giorni: Riconoscendo le disuguaglianze e la solitudine che spesso affrontano i neogenitori, si intende definire un portfolio di conoscenze e competenze per figure specifiche che affianchino la famiglia nei primi mille giorni, fin dall’inizio della gravidanza. Tali figure forniscono un supporto capacitativo (non sanitario e non assistenziale) e non sostitutivo.
- Azione 4 – Indagine sui fattori che orientano la Generazione Z alle scelte familiari: Data la bassa natalità italiana, si prevede una ricerca sociologica (survey quantitativa) per acquisire elementi sulla dimensione semantica del familiare della Generazione Z (18-24 anni). L’obiettivo è comprendere i fattori culturali e strutturali che facilitano o ostacolano la formazione di una coppia e la scelta di diventare genitori, includendo l’incidenza di lavoro, abitazione e servizi educativi.
3. Azioni di Sistema e Coordinamento Territoriale
Per “oliare le connessioni” e creare l’infrastruttura di rete, il Piano individua diverse azioni di sistema, tra cui la creazione di nuove figure professionali e strumenti digitali.
- Azione 7 – La figura del Family Welfare Manager: Per contrastare la frammentazione del sistema di welfare, si rende necessaria la definizione di una figura manageriale con competenze specialistiche. Il Family Welfare Manager avrà un ruolo strategico di impulso e coordinamento delle reti multi-attore territoriali. Non entrerà in contatto diretto con le famiglie, ma coordinerà e promuoverà le politiche familiari a livello locale.
- Azione 8 – Rete dei comuni per la famiglia: L’obiettivo è promuovere la collaborazione tra i comuni per sostenere il benessere familiare e attuare politiche attive per la natalità. L’iniziativa mira a istituire una Rete di comuni per la famiglia, definendo criteri e standard specifici per il riconoscimento e prevedendo incentivi e premialità per l’adesione. Si intende anche creare una sezione dedicata del repository per sistematizzare le buone pratiche di welfare locale.
- Azione 14 – Un sistema informativo sul welfare amico della famiglia: Verrà progettata e implementata una metapiattaforma. Questo sistema informativo mira a organizzare e rendere accessibili le informazioni (come agevolazioni e supporti) e le buone pratiche esistenti nel campo del welfare aziendale e locale. La gestione dei dati e la diffusione delle informazioni saranno sviluppate in linea con i principi di governo aperto e interoperabilità, prevedendo anche l’impiego dell’intelligenza artificiale per ottimizzare l’accesso alle informazioni.
Queste azioni, insieme ad altre che riguardano la valutazione (Azione 11, 12) e la comunicazione (Azione 13), formano un quadro organico di interventi ancorato a due criteri fondamentali: la realizzabilità a normativa vigente e l’utilizzo di risorse correnti per garantire una rapida ed efficace realizzazione nel triennio 2025-2027.

