
Il Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030
La salute mentale si afferma sempre più come un pilastro fondamentale dei diritti umani e un bene comune imprescindibile, non riducibile alla mera assenza di patologia psichiatrica. Essa comprende il benessere psicologico, emotivo e sociale, lo sviluppo cognitivo e l’empowerment personale, fattori che permettono agli individui di realizzare il proprio potenziale, affrontare le sfide della vita, migliorare le relazioni sociali e contribuire al benessere collettivo. In un’epoca di profonde e rapide trasformazioni sociali, ambientali e tecnologiche, caratterizzata dall’emergere di nuove sfide come l’uso patologico del web e l’impatto pervasivo dei social media, si rende necessaria l’adozione di una nuova cultura della salute mentale.
In questo contesto cruciale, il Ministero della Salute ha promosso l’elaborazione del “Piano di Azione Nazionale sulla Salute Mentale (PANSM) 2025-2030“. Questo documento strategico e operativo, allegato all’Accordo tra il Governo, le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano e gli Enti locali, rappresenta il frutto del lavoro del Tavolo Tecnico per la Salute Mentale, istituito dal Ministro della Salute, Professor Orazio Schillaci, con Decreto Ministeriale del 27 aprile 2023. Il PANSM si propone di promuovere e stimolare interventi appropriati ed efficaci per la salute mentale, che dovranno essere recepiti e attuati dalle Regioni, in quanto titolari dell’organizzazione sanitaria, con l’obiettivo di garantire coesione e uniformità su tutto il territorio nazionale. Il documento è inoltre in linea con il Piano di azione globale per la salute mentale 2013-2030 approvato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Principi Guida e Modelli Organizzativi del PANSM
Il PANSM adotta come modelli teorici di riferimento il paradigma bio-psico-sociale e il concetto di One Health/One Mental Health. Questi modelli pongono al centro la persona, considerando non solo i determinanti biologici e psicologici del benessere e della malattia, ma anche gli aspetti sociali, ambientali e culturali del contesto di vita dell’individuo. L’approccio One Health, in particolare, enfatizza l’integrazione di salute mentale, fisica e ambientale per promuovere azioni in diversi campi, dalla formazione alla ricerca, dall’assistenza allo sviluppo tecnologico.
A livello organizzativo, il PANSM ribadisce l’importanza di un modello dipartimentale integrato ed inclusivo, con la centralità della persona e il coinvolgimento attivo della famiglia. Questo modello, che include reti locali articolate su quattro livelli di intensità e complessità assistenziale crescente, è stato definito con l’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2022, un documento di portata storica che per la prima volta stabilisce standard di personale condivisi per la salute mentale in Italia.
Gli interventi devono essere basati su evidenze scientifiche (Evidence-Based Medicine – EBM) e rispettare la dignità e i valori umani (Value-Based Medicine), garantendo accessibilità, equità, inclusione e innovatività. Un principio trasversale fondamentale è la lotta allo stigma, che rappresenta un ostacolo significativo all’integrazione socio-sanitaria e all’accesso alle cure.
Il Ruolo Cruciale delle Professioni Psicologiche e dei Percorsi di Cura
Nel panorama delineato dal PANSM, le professioni psicologiche e psicoterapeutiche assumono un ruolo di primaria importanza in tutte le fasi del percorso di salute mentale, dalla promozione alla prevenzione, dalla diagnosi alla cura e alla riabilitazione.
- Percorsi di Promozione, Prevenzione e Cura (Capitolo 1):
- Psicologo Psicoterapeuta nel Primo Livello di Assistenza: Il modello “a matrice” del PANSM prevede che all’interno della microéquipe delle Case di Comunità, al primo livello di consultazione e assistenza primaria, sia presente la figura dello psicologo psicoterapeuta. Questo professionista è fondamentale per l’individuazione precoce e il primo intervento, operando secondo i principi del task-shifting e task-sharing per garantire efficacia e appropriatezza.
- Assistenza Dipartimentale: I Centri di Salute Mentale (CSM), i Servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NPIA) e i Servizi per le Dipendenze (SerD) assicurano la presa in carico per episodi di cura o per progetti terapeutico-riabilitativi individualizzati a lungo termine. Gli psicologi sono parte integrante delle équipe multiprofessionali che operano in questi servizi, collaborando con medici, infermieri, educatori e altri specialisti.
- Salute Mentale Perinatale: Il PANSM evidenzia l’urgenza di interventi in questo ambito, data l’alta prevalenza di depressione e ansia in gravidanza e nel post-partum. Gli psicologi sono figure chiave nello screening e nell’intervento precoce, nel supporto alla donna, alla coppia e alla relazione madre-bambino, e nella promozione della salute mentale tramite corsi preparatori alla nascita e interventi domiciliari. L’obiettivo è prevenire la trasmissione transgenerazionale di malattie e promuovere il benessere psicofisico generale.
- Trattamenti Scientificamente Validati: Il Piano sottolinea l’importanza di trattamenti psicoterapici e psicosociali basati sull’evidenza. Tra gli interventi psicosociali con comprovata efficacia si citano la Cognitive Remediation (CR), la Psicoeducazione (PE), la Riabilitazione Vocazionale (RV), il Social Skill Training (SST) e gli interventi sui familiari (SI). Vengono inoltre promossi interventi innovativi orientati alla recovery e all’empowerment, come il Wellness Recovery Action Plan (WRAP), l’Illness Management Recovery (IMR), i Recovery Colleges e il REFOCUS, oltre alla metodologia INTEGRO.
- Tecnologie Innovative: Il documento riconosce il potenziale della telemedicina (televisita e teleconsulto) e dell’Intelligenza Artificiale (IA) nel campo della salute mentale, pur richiedendo prudenza e validazione scientifica.
- Salute Mentale in Infanzia e Adolescenza (Capitolo 2):
- Il PANSM affronta il significativo anticipo dell’età di insorgenza dei disturbi mentali gravi e l’aumento della loro complessità, con la metà di tutti i disturbi psichiatrici che iniziano prima dei 14 anni.
- Transizione dai servizi per l’infanzia all’età adulta: Una criticità maggiore è la continuità di cura per i giovani con quadri psicopatologici complessi che passano dai servizi per l’infanzia e l’adolescenza a quelli per l’età adulta. La mancanza di continuità può portare a drop-out, peggioramento delle condizioni cliniche e aumento del carico psicologico.
- Équipe di Transizione: Il Piano prevede la creazione di équipe multiprofessionali di transizione dedicate agli adolescenti affetti da psicopatologia, con età compresa indicativamente tra i 14/16 e i 20/22 anni, coinvolgendo tutte le specificità, incluse le dipendenze. Queste équipe devono garantire continuità di cura e supporto relazionale, informativo e gestionale, superando i limiti arbitrari dei 18 anni. La gestione dei progetti va affidata a équipe multidisciplinari che valorizzino anche le figure non mediche per il case-management.
- Coinvolgimento della Famiglia: La presa in carico dell’adolescente deve prevedere, ove possibile, l’accompagnamento dei genitori o del nucleo familiare, estendendo il supporto psichiatrico e psicologico all’intero ambito familiare in presenza di patologie conclamate. È fondamentale anche l’educazione del paziente e della famiglia riguardo alla propria patologia e al processo di cura.
- Salute Mentale per le Persone Detenute/Imputabili e Autrici di Reato (Capitolo 3):
- Il PANSM prevede che i Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) prendano in carico la salute psichica dei detenuti.
- Articolazioni Tutela Salute Mentale (ATSM): Si auspica un aumento significativo dei posti letto nelle ATSM all’interno degli Istituti Penitenziari per garantire un’assistenza psichiatrica adeguata alla prevalenza dei disturbi mentali in carcere.
- Referente e Équipe Forense: In ogni Dipartimento di Salute Mentale dovrebbe essere istituita la figura del “referente forense” e di équipe forensi, composte da psicologi, psichiatri ed altri professionisti, con funzioni di collegamento tra il territorio, i sanitari del carcere e la Magistratura. Queste équipe supportano la gestione di soggetti che necessitano di competenze psichiatriche e giuridiche, facilitando la presa in carico efficace e appropriata sia dei detenuti che delle persone ritenute incompatibili con il regime carcerario o non imputabili.
- Minori Autori di Reato: È fondamentale garantire percorsi di presa in carico integrati tra servizi socio-sanitari e servizi della giustizia minorile, promuovendo la centralità di un intervento multidisciplinare. Vengono istituite Équipe Interistituzionali Integrate e Équipe Valutative Multiprofessionali (EVM) in seno a ciascuna ASL, con la presenza di neuropsichiatri infantili e psicologi clinici per l’assessment, la diagnosi e la stesura di PTI/PTRI.
- Salute Mentale e Integrazione Socio-Sanitaria (Capitolo 5):
- Il Piano riconosce la multifattorialità dei determinanti della salute mentale, con particolare enfasi sui fattori sociali in integrazione con gli aspetti sanitari.
- Budget di Salute (BdS): È promosso l’impiego del BdS come modello organizzativo-gestionale innovativo, che integra risorse economiche, professionali, umane e relazionali per favorire l’inclusione sociale, l’autonomia e l’empowerment della persona. La sua attuazione prevede il coinvolgimento di professionisti delle unità di valutazione multidimensionale e la definizione di percorsi procedurali appropriati.
- Abitare Supportato (SuAb) e Housing First: L’abitare è riconosciuto come un elemento fondamentale per la vita e il benessere, con il potenziale di migliorare l’autostima e l’empowerment. Il supporto all’abitare si articola in percorsi riabilitativi e assistenziali flessibili, non identificabili come strutture residenziali psichiatriche, ma come assistenza domiciliare in civili abitazioni. L’approccio Housing First, che prevede il passaggio diretto dalla strada alla casa e un accompagnamento intensivo, è promosso per il suo impatto positivo sul benessere e la riduzione dei costi.
- Inclusione Lavorativa: Il lavoro è visto come elemento essenziale per identità, autostima e dignità. Il Piano promuove l’inserimento lavorativo tramite la cooperazione sociale (Cooperative di tipo B) e, in particolare, il modello Individual Placement and Support (IPS), riconosciuto come l’unica metodologia evidence-based a livello internazionale per l’inserimento di pazienti psichiatrici nel mercato del lavoro competitivo.
- Supporto tra Pari: La figura degli Esperti in Supporto tra Pari (ESP), persone che hanno vissuto l’esperienza del disturbo mentale, è valorizzata come risorsa preziosa per promuovere la recovery, l’autodeterminazione e l’inclusione sociale. Gli ESP possono essere impegnati in diverse attività, dalla promozione della recovery all’affiancamento degli operatori, dalla conduzione di gruppi di auto-aiuto alla ricerca.
- Prescrizione Sociale: Una nuova frontiera per l’integrazione socio-sanitaria è la prescrizione sociale, una pratica in cui i professionisti sanitari, inclusi gli psicologi, indirizzano i pazienti verso servizi e risorse della comunità locale (es. attività artistiche, culturali, sportive) per migliorare il benessere e affrontare i determinanti sociali della salute. Questo approccio è particolarmente benefico per le persone più fragili e a rischio di disturbi mentali.
- Salute Mentale: Formazione e Ricerca (Capitolo 6):
- Formazione Continua: Il PANSM riconosce la formazione come centrale per garantire la qualità degli interventi. È essenziale implementare e aggiornare i core curriculum per gli psicologi e altri operatori della salute mentale, sia a livello pre-laurea che post-laurea, includendo temi emergenti come le nuove dipendenze, i disturbi di personalità e la psicopatologia forense. L’Educazione Continua in Medicina (ECM) è cruciale per l’aggiornamento su nuove conoscenze e abilità.
- Ricerca: La ricerca in salute mentale, inclusa quella nel campo della psicologia, necessita di maggiori investimenti per sviluppare percorsi preventivi, valutativi e trattamentali innovativi ed efficaci. Si auspica un maggiore coinvolgimento del personale aziendale nei protocolli di ricerca e la promozione della “ricerca sul campo”, integrando i dati di routine (come quelli del SISM del Ministero della Salute) per analizzare variabili socio-demografiche, cliniche e assistenziali. La collaborazione tra ISS, Università, ASL e IRCCS è fondamentale per rafforzare questo settore.
Il “Piano di Azione Nazionale sulla Salute Mentale 2025-2030”, emanato dal Ministero della Salute e sancito dalla Conferenza Unificata, è un documento ambizioso che riconosce la centralità delle professioni psicologiche e la necessità di un approccio olistico e integrato alla salute mentale. Nonostante le sfide attuali, tra cui la carenza di risorse e le disomogeneità territoriali, il Piano definisce un percorso chiaro per la costruzione di un sistema di assistenza sempre più efficace, equo e attento ai diritti e ai bisogni di ogni persona. L’obiettivo ultimo è consentire a ciascun individuo di sviluppare pienamente la consapevolezza del proprio potenziale, della propria autoefficacia e, dunque, di autodeterminarsi e di essere in grado di affrontare le sfide della vita, migliorare le relazioni sociali, e contribuire al benessere della collettività.

