
DDL Semplificazioni, via libera alla telecertificazione
Con l’introduzione dell’articolo 58 del DDL Semplificazioni, la legge stabilisce il principio di “tolleranza zero” anche per la sanità digitale.
Ecco i tre punti chiave per capire il cambiamento:
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Fine della “zona grigia”: Le regole severe che valgono per le visite dal vivo vengono estese ufficialmente alla telemedicina. Non esistono “sconti” solo perché la visita avviene dietro uno schermo.
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Obbligo di prove oggettive: Un medico non può rilasciare un certificato in telemedicina basandosi solo sulla fiducia o su sensazioni. Deve avere riscontri oggettivi e documentati (es. esami, dati trasmessi dai dispositivi, videochiara evidenza clinica). Se certifica il falso o certifica senza avere questi dati concreti, rischia gravissime conseguenze:
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La radiazione dall’Albo (non può più fare il medico).
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Il licenziamento in tronco (se lavora nel pubblico o è convenzionato).
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Dettagli in arrivo: Anche se la regola generale è fissata, l’elenco preciso di quali certificati si potranno fare a distanza e come dovranno essere fatti sarà deciso prossimamente tramite un accordo specifico tra Stato e Regioni.
In sintesi: La telemedicina è uno strumento ufficiale, ma proprio per questo richiede lo stesso rigore clinico e legale della medicina tradizionale.


