
Le Case della Comunità e il Ruolo Unico del Medico di Assistenza Primaria
Nel panorama in continua evoluzione della sanità, l’Italia sta compiendo passi significativi verso un modello di assistenza più integrato, accessibile e orientato al territorio. Al centro di questa trasformazione si trovano le Case della Comunità (CdC) e il nuovo Ruolo Unico dei Medici di Assistenza Primaria. Ma cosa significano esattamente queste innovazioni per i cittadini e per i professionisti della salute? Il presente articolo intende approfondire questo tema.
Qui il documento della Conferenza Stato-Regioni.
1. Le Case della Comunità: Un Nuovo Modello di Prossimità
Le Linee di Indirizzo presentate delineano le prime indicazioni operative per la definizione delle attività che i medici del ruolo unico di assistenza primaria sono chiamati a svolgere all’interno delle Case della Comunità. Questo modello è disciplinato dal DM n. 77/2022 e tiene conto dei compiti previsti dall’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale relativo al triennio 2019 – 2021, del 04 aprile 2024.
Il DM n. 77/2022 stabilisce standard strutturali, organizzativi e tecnologici omogenei per l’assistenza territoriale, al fine di potenziare i servizi assistenziali e ridurre le disuguaglianze, garantendo i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) su tutto il territorio nazionale.
La Casa della Comunità (CdC) rappresenta un luogo fisico di prossimità, facilmente riconoscibile, accessibile e raggiungibile, dove i cittadini possono trovare risposta a bisogni di salute sanitari e sociosanitari, con collegamenti essenziali ai servizi sociali. Non è solo un edificio, ma un vero e proprio nodo centrale di una rete più ampia di servizi, che include Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), ospedali per acuti, poliambulatori, consultori, Ospedali di Comunità (OdC), Centrali Operative Territoriali (COT), la Centrale Operativa 116117, Unità di Continuità Assistenziale (UCA), farmacie dei servizi e Punti Unici di Accesso (PUA). Questo approccio, definito “One Health”, mira a generare salute individuale e collettiva con un metodo sistemico, capillare, collaborativo e partecipativo di promozione comunitaria della salute e di welfare generativo.
Le CdC si distinguono in Hub e Spoke. Le CdC Hub sono i presidi principali, mentre le CdC Spoke sono quelle più vicine al cittadino. È in queste strutture che il principio dell’assistenza di prossimità prende forma, con professionisti che lavorano insieme attraverso la continuità dei luoghi di lavoro, l’integrazione delle autonomie professionali e dei processi operativi, seguendo il modello del Chronic Care Model per rispondere ai bisogni della popolazione.
2. L’Integrazione Multiprofessionale: Il Cuore delle CdC
Le CdC, intese come presidi sanitari di un territorio, costituiscono il riferimento naturale delle Unità Complesse delle Cure Primarie (UCCP), previste dagli Accordi Collettivi Nazionali della medicina convenzionata. Il carattere multiprofessionale dell’UCCP viene garantito attraverso il coordinamento e l’integrazione principalmente di:
- Medici (convenzionati e dipendenti).
- Pediatri di libera scelta.
- Specialisti ambulatoriali.
- Odontoiatri.
- Infermieri e ostetriche.
- Professionisti delle aree tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.
- Assistenti sociali e altri professionisti del sociale a rilevanza sanitaria.
- Psicologi ambulatoriali.
Le UCCP troveranno collocazione fisica prioritariamente nelle CdC hub, realizzate secondo il cronoprogramma del PNRR e gli standard del DM n. 77/2022. L’attività è organizzata in équipe multidisciplinare [11a], con una programmazione coerente con il Distretto di riferimento [11b] e la partecipazione a programmi di aggiornamento/formazione e a progetti di ricerca concordati con il Distretto [11c].
L’integrazione tra tutti questi professionisti avviene anche attraverso la condivisione di strumenti e sistemi informatici, come le banche dati e il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), per facilitare lo scambio di informazioni, supportare la gestione della documentazione sociosanitaria e promuovere il confronto professionale (anche tramite teleconsulenza e teleconsulto), nel rispetto della privacy del paziente. Questo approccio permette una presa in carico proattiva della comunità, con servizi che possono operare h12 o h24, superando la logica del passaggio tra diversi setting assistenziali.
3. Il Ruolo Unico dei Medici di Assistenza Primaria: Una Svolta Fondamentale
Una delle novità più significative è l’introduzione del Ruolo Unico dei Medici di Assistenza Primaria. Fin dall’entrata in vigore dell’ACN 28.04.2022, i medici già titolari di incarico di assistenza primaria e di continuità assistenziale hanno assunto questa denominazione, svolgendo attività professionale a ciclo di scelta e/o su base oraria.
Con l’ACN 04.04.2024, a partire dall’anno 2025, tutti i nuovi incarichi saranno pubblicati ed assegnati a ruolo unico, con l’obbligo per il medico di svolgere sia attività a ciclo di scelta (con apertura dello studio per acquisire assistiti) sia attività su base oraria in favore dell’Azienda sanitaria (con progressiva riduzione del monte ore al crescere del numero delle scelte degli assistiti). I medici già titolari di convenzione potranno chiedere di transitare a ruolo unico, nel limite delle necessità di carenza assistenziale determinate sulla base del fabbisogno individuato dall’Azienda.
Questi medici saranno impegnati in attività a ciclo di scelta rivolta ai propri assistiti e, mediante il piano di coordinamento di apertura dei propri studi, a tutti gli assistiti dell’AFT, dalle ore 8:00 alle ore 20:00, nei giorni feriali. Inoltre, espleteranno attività oraria, secondo la programmazione regionale e le indicazioni aziendali, al fine di garantire l’accesso a tutta la popolazione presente sul territorio 7 giorni su 7, h 24.
Questo nuovo modello mira a:
- Aumentare la capacità assistenziale sia qualitativamente che quantitativamente.
- Ridurre la discontinuità dell’assistenza.
- Garantire un accesso più ampio e facilitato alla popolazione.
4. L’Attività Oraria dei Medici del Ruolo Unico nelle CdC
Il medico del ruolo unico di assistenza primaria ha un ruolo centrale nel contribuire all’erogazione dell’assistenza primaria e della continuità assistenziale all’interno delle CdC. Le CdC hub prevedono la presenza di personale medico h24 sette giorni su sette, mentre le CdC spoke h12 sei su sette. Questi medici, afferenti alle rispettive AFT, sono collegati tra loro e con la CdC hub, anche attraverso la condivisione di strumenti e sistemi applicativi informatici per l’interscambio di informazioni a scopo di diagnosi e cura.
I medici del ruolo unico da impegnare nello svolgimento dell’attività oraria presso le CdC includono:
- Medici con incarico a ciclo di scelta attribuito fino al 31.12.2024 non massimalisti che optano volontariamente per il nuovo ruolo unico.
- Medici con incarico temporaneo che si diplomano a partire dall’anno 2025.
- Medici convenzionati a partire dall’anno 2025 a seguito di nuove procedure di incarico.
- Medici già titolari di incarico a tempo determinato e indeterminato o temporaneo ad attività oraria.
L’attività oraria svolta presso le CdC è coordinata funzionalmente ed organizzativamente a livello distrettuale ed è rivolta alla popolazione di riferimento, per garantire l’integrazione organizzativa e professionale e agevolare l’accesso dei cittadini alle cure.
5. La Continuità dell’Assistenza Reinventata
L’ACN vigente supera il concetto tradizionale di Servizio di Continuità Assistenziale (SCA) notturno e festivo, per una concezione più ampia di continuità assistenziale che include anche l’orario diurno e feriale. Questo avviene attraverso il coordinamento dell’attività oraria dei medici del ruolo unico da svolgersi presso le sedi delle AFT, UCCP, Case della Comunità hub e spoke, Ospedali di Comunità e ambulatori diurni di medicina generale, concorrendo così all’incremento della capacità e della qualità di tutto il sistema.
È prevista una revisione della continuità assistenziale, con le attuali sedi di Continuità Assistenziale collocate prioritariamente all’interno delle Case della Comunità, al fine di espletare attività per bisogni non differibili, garantendo l’assistenza h24 come prevista dal DM n. 77/2022.
Nelle CdC, sia hub che spoke, viene garantita l’assistenza medica ad integrazione dell’assistenza fiduciaria, con funzioni di primo livello e competenze cliniche e strumentali adeguate a fornire risposte a situazioni di minore criticità e bassa complessità e a garantire una prima risposta sanitaria sul territorio.
Le attività per bisogni non differibili includono:
- Erogazione di prestazioni assistenziali non differibili a tutta la popolazione, di ogni età, con particolare riferimento alla funzionalità del Numero Unico Europeo 116117.
- Effettuazione di visite mediche (anche con diagnostica di primo livello) e rilascio di prescrizioni.
- Gestione e supporto della presa in carico di pazienti complessi, sulla base di protocolli aziendali.
- Effettuazione di visite occasionali.
- Erogazione dell’assistenza ai turisti, agli studenti fuori sede, ai cittadini non residenti e ad altre categorie di utenti.
- L’accesso del cittadino avviene mediante invio del 116117, da parte dei Medici del Ruolo unico di assistenza primaria e PLS, fermo restando l’accesso in autopresentazione.
- Il medico del ruolo unico di assistenza primaria, nello svolgimento di questa attività, effettua tutti gli interventi ritenuti appropriati sulla base delle linee guida nazionali o regionali.
Il medico documenta nella scheda sanitaria individuale del paziente la propria valutazione, la prestazione eseguita, le prescrizioni di farmaci e/o accertamenti e le eventuali certificazioni rilasciate, al fine di garantire che il medico titolare del rapporto di fiducia possa assicurare la continuità dell’assistenza. All’esito dell’attività, il medico può, tra le altre cose:
- Attivare direttamente il servizio di emergenza urgenza – 118.
- Segnalare alla COT la necessità di attivare servizi.
- Rinviare al medico curante per la presa in carico.
- Effettuare proposte di ricovero.
- Rilasciare certificazioni di assenza per malattia o di riammissione al lavoro.
- Rilasciare prescrizioni per valutazioni specialistiche, anche urgenti con accesso diretto.
- Effettuare la chiusura del caso e la constatazione di decesso nella CdC.
6. La Presa in Carico della Cronicità, della Fragilità e la Promozione della Salute
I medici del ruolo unico di assistenza primaria prestano attività oraria presso la CdC anche in attività orientate alla presa in carico della cronicità e della fragilità. Queste attività hanno valenza multiprofessionale, integrando infermieri e specialisti secondo lo specifico bisogno, con la finalità di monitorare il paziente anche al fine di limitare gli accessi in ospedale o in pronto soccorso. Vi accedono pazienti in carico alle AFT afferenti alla Casa della Comunità.
Inoltre, i medici del ruolo unico di assistenza primaria prestano attività oraria presso la CdC anche in attività orientate all’effettuazione di pratiche di sanità pubblica e di promozione della salute indirizzate alla comunità di riferimento. Tali attività sono volte a un’ampia diffusione di buone pratiche preventive, con logiche sistematiche di medicina d’iniziativa e di presa in carico attraverso la stratificazione della popolazione per intensità dei bisogni, su programmazione aziendale e regionale, al fine di ridurre la domanda assistenziale e il carico di malattia nella popolazione.
7. Strumentazioni e Formazione
Gli ambulatori per bisogni non differibili collocati all’interno delle CdC sono dotati di strumentazioni medicali e dispositivi medici che tengono conto dell’analisi dei bisogni della popolazione e di quanto previsto dal DM n. 77/22. Questi ambulatori devono essere collegati con la Centrale operativa territoriale (COT), la Centrale Operativa 116117 e la Centrale 112 – numero unico emergenze.
Per garantire l’espletamento delle prestazioni di competenza dei medici del ruolo unico, alla CdC sono destinate in via prioritaria le apparecchiature di diagnostica di primo livello individuate ai sensi dell’articolo 1 comma 449 della legge 27 dicembre 2019 n. 160 (Legge di Bilancio 2020). Tali apparecchiature devono essere compatibili ed integrarsi con la Piattaforma nazionale di telemedicina e con i servizi di telemedicina previsti dalla Missione 6 del PNRR, nonché con il Fascicolo sanitario elettronico (FSE). Deve inoltre essere presente un sistema informatico per la registrazione delle prestazioni, l’alimentazione dei flussi delle prescrizioni, l’accesso al FSE e la condivisione dei dati.
Le iniziative regionali ed aziendali di formazione, disciplinate dall’art. 26 dell’ACN MMG, prevedono l’inserimento nei piani formativi del corso di basic life support- early defibrillation BLS-D e, in generale, la formazione specifica per l’utilizzo delle apparecchiature di diagnostica di primo livello da utilizzare.

