
La Rivoluzione del Welfare in Calabria: Come Funzionano il Progetto di Vita, il PUA e l’UVM
La Rivoluzione del Welfare in Calabria: l’Integrazione Sociosanitaria e la Svolta dei Progetti di Vita
Con il recente Decreto Dirigenziale n. 10062 del 9 giugno 2026, la Regione Calabria avvia una riforma storica del welfare territoriale. Scopriamo perché la firma urgente dell’Accordo Interistituzionale tra ATS e ASP è la chiave per sbloccare i servizi essenziali per la non autosufficienza e la disabilità.
Un Accordo Urgente per Sbloccare i Servizi di Cura
Il sistema di welfare in Calabria sta attraversando una transizione epocale verso un modello di reale integrazione sociosanitaria. L’atto formale che segna questo passaggio è il Decreto Dirigenziale n. 10062 del 09/06/2026, pubblicato sul BURC n. 119 del 10/06/2026, con cui la Regione Calabria ha approvato lo “Schema tipo di Accordo interistituzionale di collaborazione organizzativa e professionale” ai sensi dell’articolo 15 della Legge 241/1990.
Questo accordo, che deve essere sottoscritto con la massima urgenza da ciascun Ambito Territoriale Sociale (ATS) e dalle rispettive Aziende Sanitarie Provinciali (ASP), rappresenta lo strumento giuridico e organizzativo indispensabile per coordinare la parte sociale e quella sanitaria a livello locale. La sua firma non è un mero adempimento burocratico: essa costituisce il presupposto indispensabile per l’erogazione di prestazioni fondamentali all’utenza, in primis l’Assegno di cura a valere sul Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze (FNA) e l’elaborazione dei nuovi Progetti di Vita individuali per le persone con disabilità.
I Tre Pilastri della Riforma: PUA, UVM e Progetto di Vita
La riorganizzazione dei servizi poggia su una struttura a tre livelli, pensata per superare la storica frammentazione tra cure mediche e assistenza sociale:
1. Il Punto Unico di Accesso (PUA)
È la vera e propria “porta d’ingresso” del sistema. Sulla base delle Linee Guida regionali (D.G.R. n. 425/2025), il PUA assicura ai cittadini un accesso unitario alle informazioni, all’orientamento e ai servizi sociosanitari, superando la settorializzazione e operando preferibilmente all’interno delle Case della Comunità. Il PUA effettua una prima analisi del bisogno e, in presenza di situazioni complesse, indirizza l’utente verso la valutazione multidimensionale.
2. L’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM)
È l’organo tecnico interprofessionale incaricato di esaminare i casi complessi. Composta da un nucleo minimo vincolante (il Direttore del Distretto Sanitario o suo delegato, almeno un professionista dei servizi sociali dell’ATS e almeno un professionista sanitario dell’ASP), l’UVM si riunisce con cadenza regolare (almeno due volte al mese o direttamente al domicilio dell’utente se intrasportabile) per redigere i piani assistenziali ed è sempre integrata dalla partecipazione attiva della persona con disabilità o del suo rappresentante legale.
3. Il Progetto di Vita Individuale
Introdotto e disciplinato dal Decreto Legislativo n. 62/2024 e recepito a livello regionale con le linee di indirizzo della D.G.R. n. 277/2026, il Progetto di Vita rappresenta un cambio di paradigma radicale. Non si parte più dall’offerta di servizi standardizzati disponibili sul territorio, ma dai desideri, dalle aspettative e dalle preferenze della persona con disabilità, applicando l’approccio scientifico e bio-psico-sociale della classificazione ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento).
Le 5 Fasi del Progetto di Vita: Tempi e Procedure
L’accordo interistituzionale definisce un iter procedurale rigoroso, scandito da tempi certi, a tutela dei diritti dell’utente. Di seguito viene schematizzato il percorso previsto dalle linee guida regionali calabresi:
La Governance dei Progetti: Case Manager e Budget di Progetto
La riforma introduce ruoli gestionali specifici per assicurare che il Progetto di Vita non rimanga un documento teorico, ma diventi un percorso concreto ed in continua evoluzione:
- Il Case Manager (Referente per l’attuazione): Individuato tra i professionisti dell’équipe integrata o tra gli assistenti sociali dell’Ambito, rappresenta il punto di riferimento costante per la persona con disabilità. Ha il compito di coordinare l’attivazione dei servizi, monitorare l’efficacia delle prestazioni, coinvolgere la famiglia e richiedere la convocazione dell’UVM per eventuali modifiche o aggiornamenti del progetto.
- Il Budget di Progetto: È lo strumento contabile e organizzativo che sostiene il Progetto di Vita. Concepito come uno strumento intrinsecamente flessibile, supera la tradizionale rigidità dei finanziamenti a “compartimenti stagni” (sanitario e sociale), unificando le risorse pubbliche e private per rispondere in modo personalizzato alle esigenze della persona, potendo coinvolgere attivamente anche gli Enti del Terzo Settore.
- La Governance Distrettuale e Regionale: A livello locale, l’attuazione e l’uniformità dei servizi sono monitorate dal Tavolo di Coordinamento Distrettuale (che riunisce Direttore di Distretto, rappresentanti dell’ATS e Responsabile UVM). A livello centrale, la Cabina di Regia Regionale esercita una funzione di indirizzo, vigilanza e audit tecnico sul funzionamento dei PUA e delle UVM.
Un Appello all’Azione per Comuni e ASP
La pubblicazione dello schema tipo di Accordo Interistituzionale rappresenta una grandissima opportunità per la Calabria, ma richiede una risposta immediata da parte delle amministrazioni locali e delle aziende sanitarie.
La sottoscrizione rapida di questo accordo è l’unica via per dare piena operatività ai diritti sanciti dal D.Lgs. 62/2024 e, soprattutto, per consentire alle famiglie calabresi di accedere tempestivamente a risorse vitali come l’Assegno di cura FNA. Costruire un welfare integrato, basato sull’ascolto e sul rispetto della dignità della persona, non è più solo una scelta politica lungimirante, ma un dovere istituzionale urgente.

