
Sì, i protocolli dei test somministrati devono essere inviati al Tribunale
Nell’ambito dei procedimenti di separazione e affidamento dei minori, il Tribunale si avvale spesso della collaborazione dei Servizi Sanitari per valutare le competenze genitoriali e le dinamiche familiari. Tali valutazioni, fondamentali per le decisioni del giudice, si concretizzano in relazioni che devono rispettare i criteri di trasparenza e rigore scientifico.
L’articolo 473-bis.27 del Codice di Procedura Civile, introdotto dalla riforma Cartabia, ha sancito l’importanza di basare le valutazioni degli operatori su dati oggettivi e metodologie riconosciute dalla comunità scientifica. Tuttavia, la norma non specifica esplicitamente l’obbligo di allegare i protocolli dei test utilizzati anche se cita:
Le parti possono prendere visione ed estrarre copia delle relazioni e di ogni accertamento compiuto dai responsabili del servizio sociale o sanitario incaricati, trasmessi all’autorità giudiziaria, salvo che la legge non disponga diversamente.
Quindi, va da sé, che per “ogni accertamento compiuto” si intende anche i protocolli dei test.
L’importanza dell’allegazione dei protocolli
Nonostante la mancanza di un’esplicita previsione normativa, l’allegazione dei protocolli dei test rappresenta una pratica imprescindibile per diverse ragioni:
- Trasparenza e controllo: l’allegazione consente alle parti e ai loro avvocati di comprendere appieno le metodologie utilizzate e di verificarne la validità scientifica;
- Contraddittorio: la conoscenza dei protocolli permette alle parti di esercitare il proprio diritto di difesa, formulando osservazioni e contestazioni motivate;
- Efficacia giudiziaria: l’allegazione previene il rischio di successive richieste di accesso agli atti, accelerando i tempi del procedimento e riducendo il carico di lavoro del Tribunale e riducendo al minimo il rischio di contenziosi nei confronti degli Psicologi Dirigenti/Specialisti e dell’Azienda Sanitaria;
- Tutela del minore: l’allegazione garantisce che le decisioni del giudice siano basate su valutazioni accurate e scientificamente fondate, nell’interesse superiore del minore.
Rischi della mancata allegazione
La mancata allegazione dei protocolli espone le relazioni dei Servizi Sanitari a diverse criticità:
- Impugnazione: le parti potrebbero contestare le relazioni, criticando la validità scientifica e la mancanza di trasparenza;
- Richieste di accesso agli atti: gli avvocati e i genitori potrebbero presentare richieste di accesso agli atti per ottenere i protocolli dei test, allungando i tempi del procedimento ed esponendo i Dirigenti/Specialisti Psicologi a contenziosi anche con l’Azienda Sanitaria;
Alla luce di quanto esposto, bisogna ormai accettare che nei casi di incarichi dei Tribunali nei casi di separazione, divorzio e affidamento dei figli (ex Art. 473-bis.27 c.p.c.), i Servizi Sanitari sono diventati una parte (anomala) processuale vera e propria per cui inutile opporre una sorte di resistenza passiva (“io i protocolli dei test non li consegno”) per una questione di principio. Con la riforma Cartabia bisogna porsi nell’ottica che i Servizi Sanitari espletano gli incarichi su commissione dei Tribunali alla stregua delle CTU, seppur non lo sono. E nelle CTU vige il principio del contraddittorio in cui tutto deve essere trasparente.
Al momento, questo è.