Cosa prevede il DDL 1146 sull’intelligenza artificiale in sanità

Categories: GiurisprudenzaPublished On: 1 Settembre 2025Last Updated: 1 Settembre 2025Tags:

L’innovazione tecnologica sta trasformando ogni aspetto della nostra vita, e l’intelligenza artificiale (IA) è senza dubbio una delle forze trainanti di questo cambiamento. Ma come si inserisce l’IA in un settore così delicato e cruciale come quello della sanità? Una nuova legge italiana, il Disegno di Legge N. 1146-B, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati nel 2025, porta chiarezza e direzione, definendo principi e finalità per l’uso dell’IA, con un focus particolare sul benessere e la salute dei cittadini.

Questa legge si allinea al regolamento (UE) 2024/1689 e mira a promuovere un utilizzo corretto, trasparente e responsabile dell’IA, sempre in una dimensione antropocentrica, ovvero mettendo l’uomo al centro. Ma cosa significa questo per il settore sanitario?

Migliorare la Sanità, Garantire i Diritti

L’Articolo 7 della legge stabilisce chiaramente che l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale è destinato a migliorare il sistema sanitario, contribuendo alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie. È fondamentale, tuttavia, che ciò avvenga nel pieno rispetto dei diritti, delle libertà e degli interessi della persona, inclusa la protezione dei dati personali.

Un punto cruciale è che l’introduzione di sistemi di IA non potrà in alcun modo selezionare o condizionare l’accesso alle prestazioni sanitarie basandosi su criteri discriminatori. Inoltre, ogni cittadino ha il diritto di essere informato sull’impiego di queste tecnologie.

La legge promuove attivamente lo sviluppo e la diffusione di sistemi di IA che possano migliorare le condizioni di vita delle persone con disabilità, facilitando l’accessibilità, la mobilità indipendente, l’autonomia, la sicurezza e i processi di inclusione sociale. È un passo importante verso una sanità più inclusiva e personalizzata.

È importantissimo sottolineare che, anche con l’IA, la decisione finale rimane sempre in capo ai professionisti medici. A tal proposito sarebbe fondamentale un emendamento che modifichi il testo in “esercenti la professione sanitaria” anziché “esercenti la professione medica”.

I sistemi di intelligenza artificiale in ambito sanitario sono concepiti come supporto nei processi di prevenzione, diagnosi, cura e scelta terapeutica, mai come sostituti del giudizio umano. Per garantire ciò, i sistemi e i dati impiegati devono essere affidabili, periodicamente verificati e aggiornati per minimizzare i rischi di errori e migliorare la sicurezza dei pazienti.

Ricerca e Sperimentazione Scientifica: Un Faro per il Futuro

L’Articolo 8 si concentra sulla ricerca e la sperimentazione scientifica. Il trattamento di dati, inclusi quelli personali, per la ricerca e lo sviluppo di sistemi di IA in ambito sanitario (per prevenzione, diagnosi, cura, sviluppo di farmaci, terapie riabilitative e altro) è dichiarato di rilevante interesse pubblico. Questo apre le porte a importanti avanzamenti, sempre nel rispetto della Costituzione e del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR).

Per facilitare la ricerca, è autorizzato l’uso secondario di dati personali privi di elementi identificativi diretti (come dati anonimizzati o pseudonimizzati), purché l’interessato sia informato, ad esempio tramite un’informativa generale sul sito web del titolare del trattamento.

Un aspetto fondamentale è che i trattamenti di dati per ricerca e sviluppo devono essere approvati dai comitati etici interessati e comunicati al Garante per la protezione dei dati personali, con la possibilità di avviare il trattamento decorsi trenta giorni se non bloccato dal Garante stesso. Il Garante, in ogni caso, mantiene i suoi poteri ispettivi e sanzionatori.

La Piattaforma IA per la Sanità Digitale

Per supportare concretamente l’evoluzione digitale della sanità, l’Articolo 10 prevede l’istituzione di una piattaforma di intelligenza artificiale per il supporto sanitario, gestita dall’AGENAS (Agenzia Nazionale per la Sanità Digitale). Questa piattaforma avrà il compito di erogare servizi di supporto, con suggerimenti non vincolanti, a:

  • Professionisti sanitari per la gestione dei pazienti.
  • Medici nella pratica clinica quotidiana.
  • Utenti per l’accesso ai servizi sanitari delle Case della Comunità.

La piattaforma sarà alimentata con i dati strettamente necessari, e AGENAS sarà il titolare del trattamento dei dati raccolti e generati. Anche in questo caso, la protezione dei dati e la cybersicurezza sono priorità assolute, con AGENAS che dovrà specificare i tipi di dati trattati e le misure di sicurezza, previa consultazione con il Ministero della Salute, il Garante e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).

Un Futuro Collaborativo e Consapevole

In sintesi, la nuova legge italiana traccia un percorso chiaro per l’integrazione dell’intelligenza artificiale nel settore sanitario. L’obiettivo è sfruttare il potenziale innovativo dell’IA per migliorare la qualità delle cure e l’accessibilità dei servizi, mantenendo sempre al centro il benessere e i diritti del paziente. La vigilanza umana, la trasparenza, la protezione dei dati e il non pregiudizio del potere decisionale del medico sono i pilastri su cui si fonda questo approccio.

L’IA non è destinata a sostituire l’uomo, ma a potenziarne le capacità, offrendo strumenti avanzati per una sanità più efficiente, equa e sicura per tutti. È un viaggio entusiasmante, che richiede attenzione, collaborazione e un impegno costante per bilanciare innovazione e etica.


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