Analisi Dettagliata del DDL 1179 sulla Salute Mentale

Categories: GiurisprudenzaPublished On: 26 Marzo 2025Last Updated: 28 Marzo 2025Tags: ,

Negli ultimi anni, lo scenario della salute mentale in Italia ha subito trasformazioni significative, influenzate dai cambiamenti profondi nella vita sociale e relazionale e dal loro impatto sul benessere psichico. Nuove forme di sofferenza emergono, come i disturbi del neurosviluppo, la comorbilità con l’uso di sostanze, i disturbi legati alla pandemia da Covid-19 (disregolazione emotivo-affettiva negli adolescenti, long Covid) e nuove forme di disagio sociale connesse all’uso dei social network e ai fenomeni migratori. In questo contesto in evoluzione, il disegno di legge S. 1179 della XIX Legislatura, presentato al Senato della Repubblica, si propone di affrontare le sfide attuali e di risistematizzare l’offerta dei servizi di salute mentale.

Le Criticità del Sistema Attuale e le Ragioni del Disegno di Legge

Nonostante il riconoscimento a livello internazionale che gli investimenti in salute mentale portino a un aumento del PIL nazionale, il finanziamento dei servizi dedicati in Italia appare fortemente disomogeneo tra le diverse regioni, con una media nazionale ferma al 3% del Fondo sanitario nazionale, ben al di sotto dell’impegno del 5% assunto dalla Conferenza dei Presidenti delle regioni nel 2001. Questa situazione contribuisce a una rete di servizi di salute mentale percepita come frammentata e inadeguata a rispondere ai bisogni della popolazione. Le famiglie di persone con disturbi mentali spesso si sentono sole nel gestire il peso di queste problematiche. Inoltre, la sicurezza degli operatori sanitari è quotidianamente a rischio, come dimostrano recenti fatti di cronaca.

Proprio a fronte di queste criticità, il disegno di legge S. 1179 nasce dall’esigenza di valorizzare la prevenzione, la cura e la riabilitazione nell’ambito della tutela della salute mentale. L’obiettivo primario è assicurare alle persone con disagio e disturbi mentali un’assistenza sanitaria e sociosanitaria che tenga conto delle loro specifiche esigenze, garantendo al contempo la sicurezza e l’aggiornamento dei professionisti del settore.

Le Finalità e gli Obiettivi del Disegno di Legge

L’articolo 1 del disegno di legge esplicita chiaramente le sue finalità, che si concretizzano in una serie di obiettivi specifici:

  • Valorizzare le attività di individuazione precoce dei disturbi mentali per una prevenzione efficace attraverso interventi tempestivi e individualizzati che coinvolgano famiglia, scuola, ambiente sociale e lavorativo [17a].
  • Realizzare un approccio assistenziale centrato sulla persona, migliorandone la qualità e l’aspettativa di vita e riducendo il divario con le persone sane [17b].
  • Fornire indicazioni chiare sugli interventi sanitari in situazioni di emergenza, limitando le forme coercitive alle effettive necessità di cura e con massima attenzione all’incolumità del paziente, dei familiari e degli operatori.

Le Misure Proposte: Un’Analisi Articolo per Articolo

Il disegno di legge si articola in undici articoli, ciascuno dedicato a un aspetto cruciale della tutela della salute mentale.

Prevenzione (Articolo 2): Il Servizio sanitario nazionale (SSN), tramite i Dipartimenti di salute mentale (DSM), è chiamato a garantire tutte le attività finalizzate alla prevenzione del disagio e del disturbo mentale, con un focus particolare su stile e qualità della vita, ambito familiare e relazionale, scuola, ambienti di lavoro e comunità. Si sottolinea l’importanza di un intervento tempestivo sui disturbi del neurosviluppo e la necessità di individuare precocemente i disturbi mentali sin dall’infanzia. A tal fine, i DSM dovranno assicurare una presa in carico tempestiva del minore affetto da disturbo mentale, attivando percorsi personalizzati di supporto educativo, psicosociale e psicoterapeutico, e il Ministro della salute dovrà definire, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, le modalità di realizzazione di interventi di screening, approfondimento diagnostico-clinico e intervento terapeutico, previa intesa con la Conferenza permanente tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.

Attività di Cura (Articolo 3): Viene ribadita la centralità operativa del DSM e delle sue strutture afferenti (CSM, SPDC, DH, CD, SRP, SerT/SerD) nella tutela della salute mentale. Il DSM coordina gli interventi sanitari e sociali e presta assistenza anche in fase di acuzie, garantendo la presa in carico successiva al ricovero attraverso una pianificazione condivisa delle cure. Ogni DSM dovrà dotarsi di percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (PDTA) e potrà attivare Unità operative specifiche per disturbi emergenti come ADHD, disturbi della nutrizione e disturbi peripartum.

Figure Professionali e Sicurezza degli Operatori (Articolo 4): L’articolo elenca le figure professionali operanti nei servizi per la salute mentale. Un aspetto fondamentale è il comma 2, che prevede l’adozione, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, di un decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della giustizia e sentito il Ministro della salute, per disporre misure di sicurezza pubblica necessarie al contenimento degli episodi di violenza contro il personale, incluso l’immediato soccorso da parte della polizia. Il comma 3 definisce e delimita i casi in cui gli operatori possono attuare misure e trattamenti coattivi fisici, farmacologici e ambientali, che devono rappresentare un evento straordinario motivato da effettiva necessità clinica e finalizzato unicamente a evitare comportamenti auto ed eterolesivi, nel rispetto della dignità e della sicurezza della persona. È vietata la contenzione preventiva in assenza di pericolo concreto e attuale.

Situazioni di Emergenza e Interventi Sanitari (Articolo 5): In situazioni di emergenza, le regioni e le province autonome devono assicurare un intervento tempestivo degli operatori del CSM, possibilmente a domicilio e coinvolgendo la rete familiare e il medico di medicina generale. Si prevede un raccordo operativo tra DSM e servizi di emergenza tramite appositi protocolli, privilegiando le cure nel luogo di vita ed evitando, ove possibile, il ricovero ospedaliero. Le procedure di accertamento sanitario obbligatorio (ASO) e trattamento sanitario obbligatorio (TSO) vengono attivate solo quando la tutela della salute è ritenuta prevalente rispetto alla libertà individuale. L’ASO non può essere eseguito negli SPDC. Il TSO ha una durata massima di quindici giorni, prorogabile solo per effettive esigenze cliniche, e può essere effettuato in degenza ospedaliera negli SPDC. L’articolo specifica le concomitanti condizioni necessarie per attuare un TSO.

Definizione di Percorsi Sanitari di Assistenza Psichiatrica e Dati Epidemiologici all’interno degli Istituti Penitenziari e delle REMS (Articolo 6): Alle persone con disagio psichico o disturbi mentali negli istituti penitenziari o nelle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS) è garantito un sostegno adeguato sin dalla presa in carico, attraverso il coordinamento tra servizi sanitari regionali, uffici di esecuzione penale esterna e servizi sociali comunali, e l’attività delle équipe multidisciplinari dei DSM. È prevista la realizzazione, tramite decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro della salute, di sezioni sanitarie specialistiche psichiatriche a rapido turnover all’interno degli istituti penitenziari. Le REMS sono strutture afferenti al DSM, orientate all’integrazione con i servizi territoriali e con specifici principi organizzativi, tra cui l’inapplicabilità dell’ordinamento penitenziario e del TSO al loro interno. Si sottolinea la centralità della dimensione terapeutica e la necessità di programmi individuali.

Attività di Riabilitazione (Articolo 7): Le regioni e le province autonome, tramite i DSM, assicurano le attività riabilitative psicosociali attraverso diverse strutture. Viene promossa il reinserimento della persona nel contesto familiare o abituale o l’inserimento in strutture residenziali e semiresidenziali sociosanitarie con progetti personalizzati. Si incoraggiano percorsi di residenzialità che privilegiano soluzioni abitative atte a favorire l’autonomia.

Funzioni delle Università (Articolo 8): Si prevede la definizione, tramite protocolli d’intesa, delle modalità per l’affidamento di funzioni assistenziali agli istituti universitari di psichiatria e neuropsichiatria infantile. Le scuole di specializzazione in psichiatria dovranno valorizzare i contenuti della presente legge.

Disposizioni per Garantire l’Incolumità dei Familiari (Articolo 9): Il DSM si fa carico del supporto all’organizzazione di vita dei nuclei familiari in cui è presente una persona con grave disturbo mentale. Nei casi di rischio per l’incolumità, il CSM, in collaborazione con i servizi sociali, provvede a individuare soluzioni residenziali idonee nell’ambito dell’edilizia residenziale pubblica.

Campagne di Comunicazione e Informazione sul Disagio Psichico e sulle Malattie Mentali (Articolo 10): È autorizzata una spesa di 2 milioni di euro per il 2025 per realizzare una campagna di comunicazione e informazione mirata a ridurre il disagio psichico e affrontare gli esordi delle malattie mentali. La campagna si articola su diversi livelli, con materiali informativi per giovani e famiglie e corsi ECM per i professionisti.

Copertura Finanziaria (Articolo 11): Viene istituito un fondo presso il Ministero della salute con una dotazione iniziale di 80 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027, destinato a finanziare in via sperimentale il rimborso diretto delle spese sostenute per le attività di screening, approfondimento diagnostico e intervento terapeutico per l’infanzia e l’adolescenza. Il Ministro della salute dovrà definire i criteri di riparto del fondo entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge. Inoltre, in sede di riparto delle risorse del SSN, si prevede di destinare alla tutela della salute mentale una misura non inferiore al 5% della dotazione del Fondo sanitario nazionale.

Conclusioni

Il disegno di legge S. 1179 rappresenta un tentativo significativo di affrontare le sfide attuali nel campo della salute mentale in Italia. Attraverso una serie di misure che spaziano dalla prevenzione all’assistenza, dalla riabilitazione alla tutela della sicurezza degli operatori e dei familiari, il testo mira a superare la frammentazione del sistema, garantire un accesso più equo e tempestivo ai servizi e migliorare la qualità della vita delle persone affette da disturbi mentali. L’attenzione particolare rivolta alla prevenzione precoce, soprattutto in età evolutiva, e al potenziamento dei servizi territoriali sono elementi chiave di questo disegno di legge. La previsione di un incremento dei finanziamenti e l’istituzione di un fondo dedicato rappresentano un segnale importante dell’attenzione verso questo settore cruciale. Tuttavia, l’efficacia concreta di queste misure dipenderà dalla loro effettiva implementazione a livello nazionale e regionale.

FAQ sulla Proposta di Legge S. 1179 sulla Tutela della Salute Mentale

  • Qual è l’obiettivo principale di questa proposta di legge? L’obiettivo principale è di valorizzare la prevenzione, la cura e la riabilitazione nell’ambito della tutela della salute mentale. Si mira a garantire alle persone con disagio o disturbi mentali un’assistenza sanitaria e sociosanitaria che tenga conto delle loro specifiche esigenze, assicurando al contempo la sicurezza e l’aggiornamento dei professionisti del settore.
  • Quali sono le principali aree di intervento previste per la prevenzione del disagio mentale? La proposta di legge prevede attività di prevenzione del disagio e del disturbo mentale attraverso la collaborazione tra i servizi territoriali, con particolare attenzione allo stile e alla qualità della vita, all’ambito familiare e relazionale, alla scuola, agli ambienti di lavoro e alla comunità. Si punta all’individuazione precoce dei disturbi mentali, specialmente nell’infanzia e nell’adolescenza, attraverso screening, approfondimenti diagnostici e interventi terapeutici tempestivi.
  • Come viene riorganizzata l’attività di cura per la salute mentale secondo questa proposta di legge? L’attività di cura viene centralizzata nei Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) e nelle strutture ad essi afferenti, che erogheranno prestazioni in ambito ospedaliero, territoriale, residenziale e semiresidenziale. Sono specificati i servizi afferenti ai DSM, come i Centri di Salute Mentale (CSM), i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC), i centri diurni, i servizi residenziali e i servizi per le dipendenze (SerD/SerT). Ogni DSM dovrà dotarsi di percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (PDTA) e potrà attivare unità operative specifiche per disturbi emergenti.
  • Quali misure sono previste per garantire la sicurezza degli operatori sanitari nel settore della salute mentale? La proposta di legge prevede l’adozione di misure di sicurezza pubblica, definite con decreto interministeriale, necessarie al contenimento degli episodi di violenza contro il personale dei servizi per la salute mentale, incluso il soccorso immediato da parte delle forze di polizia in caso di necessità. Inoltre, disciplina l’uso di misure e trattamenti coattivi (fisici, farmacologici e ambientali), limitandoli a casi di documentata necessità clinica per prevenire comportamenti auto ed eterolesivi, nel rispetto della dignità e della sicurezza della persona, vietando la contenzione preventiva.
  • Come vengono gestite le situazioni di emergenza e gli interventi sanitari obbligatori (TSO/ASO)? Nelle situazioni di emergenza, i DSM devono garantire interventi tempestivi, possibilmente a domicilio, coinvolgendo la rete familiare e il medico di base, evitando il ricovero ospedaliero ove possibile. Le procedure per l’Accertamento Sanitario Obbligatorio (ASO) e il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) sono attivate solo quando la tutela della salute è ritenuta prioritaria rispetto alla libertà individuale, con precise modalità e garanzie per i diritti della persona. L’ASO non può essere eseguito negli SPDC e il TSO ha una durata massima di quindici giorni, prorogabile solo per effettive esigenze cliniche.
  • Quali disposizioni sono previste per le persone con disturbi mentali negli istituti penitenziari e nelle REMS? Alle persone con disagio psichico o disturbi mentali negli istituti penitenziari e nelle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) è garantito un sostegno adeguato attraverso il coordinamento tra il servizio sanitario regionale, gli uffici di esecuzione penale esterna, i servizi sociali comunali e le équipe multidisciplinari dei DSM. Negli istituti penitenziari saranno create sezioni sanitarie psichiatriche specialistiche e unità operative integrate di salute mentale e dipendenze. Le REMS sono definite come strutture afferenti ai DSM, con principi di funzionamento orientati alla terapia e al reinserimento sociale, con un limite di capienza e specifiche tutele per i diritti delle persone ospitate.
  • Come viene affrontata la riabilitazione e il reinserimento sociale delle persone con disturbi mentali? Le regioni, tramite i DSM, devono assicurare attività riabilitative psico-sociali attraverso centri territoriali, strutture residenziali e semiresidenziali, promuovendo il reinserimento nel contesto familiare o abituale e l’inserimento in strutture sociosanitarie con progetti personalizzati. Si privilegiano soluzioni abitative che incoraggiano l’autonomia e la responsabilità, come appartamenti a bassa protezione. Il DSM propone programmi per misure alternative al ricovero in REMS quando compatibili con la condizione clinica e la valutazione del rischio.
  • Quali misure finanziarie sono previste per l’attuazione di questa legge? È istituito un fondo presso il Ministero della salute con una dotazione iniziale di 80 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025-2027, destinato a finanziare in via sperimentale il rimborso diretto delle spese per screening, approfondimenti diagnostici e interventi terapeutici precoci nell’infanzia e nell’adolescenza. Inoltre, si prevede che una quota non inferiore al 5% del Fondo sanitario nazionale sia destinata alla tutela della salute mentale, e sono autorizzati 2 milioni di euro per una campagna di comunicazione e informazione nel 2025.
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